[:it]La tutela della salute e della sicurezza sul lavoro è conseguenza del riconoscimento della centralità della persona umana, delle sue esigenze e nelle attività lavorative in cui è impegnato.
FISMECO affianca il Datore di Lavoro nella promozione del benessere fisico, mentale e sociale delle persone che lavorano.
In particolare la FISMECO offre le sue capacità e competenze per ottemperare a quanto previsto dal D.Lgs. 81/08 e smi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Partecipa per conto del datore di lavoro a tutte le attività (sopralluoghi, e audit del personale) finalizzate all’individuazione, valutazione e contenimento dei rischi con stesura dei relativi documenti (DVR e DUVRI).
Individua gli adeguati dispositivi di protezione individuale.


Valutazione agenti fisici

Rumore

Con l’approvazione del Decreto Legislativo 81/2008 e le successive modificazioni e integrazioni, l’Italia ha confermato l’impostazione europea della prevenzione e protezione dei rischi introdotta già dal DLgs.277/1991 e basata sulla valutazione del rischio.
L’art.190 del D.Lgs.81/2008 impone al datore di lavoro di effettuare una valutazione del rumore all’interno della propria azienda al fine di individuare i lavoratori esposti al rischio ed attuare gli appropriati interventi di prevenzione e protezione della salute.
La valutazione del rischio deve essere effettuata da persona qualificata in tutte le aziende, indipendentemente dal settore produttivo, nelle quali siano presenti lavoratori subordinati o equiparati ad essi; nei casi in cui non si possa fondatamente escludere che siano superati i valori inferiori di azione (LEX>80 dB(A) o Lpicco,C > 135 dB(C)) la valutazione deve prevedere anche misurazioni effettuate secondo le appropriate norme tecniche (UNI EN ISO 9612:2011 e UNI 9432:2011).
Per le situazioni nelle quali è evidente che l’esposizione a rumore è trascurabile si può ricorrere alla cosiddetta “giustificazione” che non è necessario approfondire la valutazione del rischio oppure, in casi un po’ più dubbi, ci si può limitare ad alcune misurazioni tali da poter escludere il superamento dei valori inferiori d’azione anche per i lavoratori più a rischio.

Una valutazione con misurazioni può ritenersi completa se:
definisce i LEX e Lpicco,C degli esposti a più di 80 dB(A) e 135 dB(C);
individua i fattori accentuanti il rischio (es.: ototossici, vibrazioni, rumori impulsivi…), come identificati dall’art.190, comma 1;
individua le aree e delle macchine a forte rischio (LAeq > 85 dB(A) e LCpicco > 137 dB(C));
definisce le misure tecniche e organizzative di contenimento del rischio (il PARE, come da UNI/TR 11347:2010);
valuta l’efficienza e l’efficacia dei DPI-uditivi, se ed in quanto forniti ai lavoratori.
La valutazione del rumore deve confluire nel più generale Documento di valutazione dei rischi.
Casi particolari di valutazione del rischio sono quelli finalizzati alla redazione del PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento, da redigere preliminarmente l’affidamento di un contratto d’appalto nel settore dei cantieri temporanei e mobili) e alla stesura del DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenti, da redigere preliminarmente l’avvio dell’attività di un contratto d’appalto in tutti i casi in cui non è previsto il PSC).


Vibrazione

Il Decreto Legislativo 81 del 9 aprile 2008 Capo III Titolo VIII fornisce la definizione di vibrazioni trasmesse al corpo intero:

  • “Le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide”.
  • È noto che diverse attività lavorative svolte a bordo di mezzi di trasporto o di movimentazione espongono il corpo a vibrazioni o impatti, che possono risultare nocivi per i soggetti esposti.

Radiazioni Ottiche Artificiali

Per radiazioni ottiche si intendono tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezza d’onda compresa tra 100 nm e 1 mm. Lo spettro delle radiazioni ottiche si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse. Queste, ai fini protezionistici, sono a loro volta suddivise in:

  • Radiazioni ultraviolette: radiazioni ottiche di lunghezza d’onda compresa tra 100 e 400 nm. La banda degli ultravioletti è suddivisa in UVA (315-400 nm), UVB (280-315 nm) e UVC (100-280 nm);
  • Radiazioni visibili : radiazioni ottiche di lunghezza d’onda compresa tra 380 e 780 nm;
  • Radiazioni infrarosse: radiazioni ottiche di lunghezza d’onda compresa tra 780 nm e 1 mm. La regione degli infrarossi è suddivisa in IRA (780-1400 nm), IRB (1400-3000 nm) e IRC (3000 nm-1 – 1 mm).

Radiazioni Ottiche Naturali

Le più autorevoli organizzazioni internazionali (ICNIRP, ILO, WHO) e nazionali (Istituto Superiore si Sanità) preposte alla tutela della salute e della sicurezza e gli studi epidemiologici condotti in ambito internazionale concordano nel considerare la radiazione ultravioletta solare un rischio di natura professionale per tutti i lavoratori che lavorano all’aperto (lavoratori outdoor) elencati a titolo indicativo- nelle tabelle 1 e 2, da valutare e prevenire alla stregua di tutti gli altri rischi (chimici, fisici, biologici) presenti nell’ambiente di lavoro. In particolare per tali lavoratori sono da tempo individuate e caratterizzate molte patologie fotoindotte, i cui organi bersaglio sono pelle ed occhi. La principale patologia fotoindotta è senz’altro il cancro della pelle.


Laser

Il laser è un dispositivo che consente di generare radiazione ottica monocromatica, costituita cioè da un’unica lunghezza d’onda, estremamente direzionale e di elevata intensità. Tali caratteristiche non sono generalmente ottenibili con l’impiego di sorgenti di luce incoerente (es. lampade ad incandescenza, LED, a scarica di gas o ad arco).

Pur differenti per le tecnologie adottate tutti i laser sono basati sul medesimo principio fisico: l’amplificazione coerente dell’intensità luminosa tramite emissione stimolata di radiazione (in inglese Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation, da cui l’acronimo LASER) e sono tipicamente costituiti da un materiale attivo, le cui proprietà fisiche determinano la lunghezza d’onda della radiazione laser, racchiuso in un contenitore cilindrico le cui basi sono due specchi piani.

Esiste attualmente una grande varietà di sorgenti laser (a stato solido, a gas, a coloranti organici, ad eccimeri) che coprono un intervallo di lunghezze d’onda che comprende la radiazione visibile l’infrarosso e l’ultravioletto. Accanto ai laser in continua (CW), esistono laser che emettono impulsi di grande intensità e breve durata (anche ben al di sotto del picosecondo).


Campi Elettromagnetici

Con il termine Radiazioni Non Ionizzanti, sinteticamente NIR dalle iniziali della omologa definizione inglese Non-Ionizing Radiation, si indica genericamente quella parte dello spettro elettromagnetico il cui meccanismo primario di interazione con la materia non è quello della ionizzazione. Lo spettro elettromagnetico viene infatti tradizionalmente diviso in una sezione ionizzante (Ionizing Radiation o IR), comprendente raggi X e gamma, dotati di energia sufficiente per ionizzare direttamente atomi e molecole, e in una non ionizzante (Non Ionizing Radiation o NIR). Quest’ultima viene a sua volta suddivisa, in funzione della frequenza, in una sezione ottica (300 GHz – 3×104 THz) e in una non ottica (0 Hz – 300 GHz).

La prima include le radiazioni ultraviolette, la luce visibile e la radiazione infrarossa.
La seconda, oggetto della presente sezione, comprende le microonde (MW: microwave), le radiofrequenze (RF: radiofrequency), i campi elettrici e magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF: Extremely Low Frequency), fino ai campi elettrici e magnetici statici.

I meccanismi di interazione dei campi elettromagnetici con la materia biologica accertati si traducono sostanzialmente in due effetti fondamentali: induzione di correnti nei tessuti elettricamente stimolabili, e cessione di energia con rialzo termico. Tali effetti sono definiti effetti diretti in quanto risultato di un’interazione diretta dei campi con il corpo umano. Alle frequenze più basse e fino a circa 1 MHz, prevale l’induzione di correnti elettriche nei tessuti elettricamente stimolabili, come nervi e muscoli. Con l’aumentare della frequenza diventa sempre più significativa la cessione di energia nei tessuti attraverso il rapido movimento oscillatorio di ioni e molecole di acqua, con lo sviluppo di calore e riscaldamento. A frequenze superiori a circa 10 MHz, quest’ultimo effetto è l’unico a permanere, e al di sopra di 10 GHz, l’assorbimento è esclusivamente a carico della cute.Tali meccanismi sono in grado di determinare gli effetti acuti, che si manifestano al di sopra di una certa soglia di induzione, nei confronti dei quali esiste un ampio consenso scientifico e il quadro delle conoscenze consente di disporre di un “razionale” (cioè una base logico-scientifica) per la definizione di valori limite di esposizione che contemplino ampi margini di sicurezza tra gli stessi e le reali soglie di pericolosità.

Oltre agli effetti diretti, esistono anche effetti indiretti. Due sono i meccanismi di accoppiamento indiretto con i soggetti esposti: correnti di contatto, che si manifestano quando il corpo umano viene in contatto con un oggetto a diverso potenziale elettrico e possono indurre effetti quali percezioni dolorose, contrazioni muscolari, ustioni; accoppiamento del campo elettromagnetico con dispositivi elettromedicali (compresi stimolatori cardiaci) e altri dispositivi impiantati o portati dal soggetto esposto. Altri effetti indiretti consistono nel rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici all’interno di intensi campi magnetici statici; nell’innesco di elettrodetonatori ed nel rischio incendio di materiali infiammabili per scintille provocate dalla presenza dei CEM nell’ambiente (DLgs.81/2008, art. 209, comma 4, lettera d).

Le principali organizzazioni protezionistiche internazionali hanno sviluppato un sistema di protezione dai CEM organico e ben fondato. Il riferimento più autorevole è fornito dai documenti della International Commission on Non Ionising Radiation Protection (ICNIRP). Per quanto riguarda i campi variabili nel tempo, l’ICNIRP ha pubblicato nel 1998 delle linee guida per la limitazione dell’esposizione a campi elettromagnetici con frequenza fino a 300 GHz. Nel 2010 ha pubblicato delle nuove linee guida per i campi variabili tra 1 Hz e 100 kHz mentre ha confermato tramite uno statement la validità dei contenuti delle linee guida del 1998 per le radiofrequenza e microonde (frequenza superiore a 100 kHz). Rilevanti sono anche le linee guida, emanate nel 2009, per la per la limitazione dell’esposizione a campi magnetici statici che aggiornano quelle precedentemente pubblicate nel 1994.La filosofia seguita in tutti i documenti consiste nel definire in primo luogo le grandezze fisiche “dosimetriche” proprie dell’interazione tra i campi e i sistemi biologici, nei due differenti meccanismi di base diretti precedentemente descritti.

Nel caso degli effetti termici, tale grandezza di base è costituita dall’entità dell’assorbimento di energia da parte dei tessuti per unità di massa e di tempo, ossia il rateo di assorbimento specifico (Specific Absorbtion Rate, SAR), espresso in watt/chilogrammo (W/kg).
Per quanto riguarda l’induzione di correnti, nelle linee guida del 1998 la grandezza di base era la densità di corrente indotta, J, definita per la protezione del Sistema Nervoso Centrale (CNS) nella testa e nel tronco ed espressa in ampere/metro-quadrato(A/m2), ovvero la quantità di corrente che fluisce attraverso una sezione unitaria di tessuto. Le nuove linee guida del 2010 hanno introdotto una nuova grandezza dosimetrica, il campo elettrico indotto in situ, Ei,espresso in V/m, considerato maggiormente rappresentativo degli effetti in quanto diretto responsabile del meccanismo di elettrostimolazione a livello cellulare.

Nella pratica le grandezze di base non sono però direttamente misurabili nei soggetti esposti. Per verificare il rispetto dei limiti di base è necessario considerare i valori delle grandezze fisiche proprie dei campi elettromagnetici, direttamente misurabili nell’ambiente. Tali grandezze sono rappresentate dalle intensità del campo elettrico e del campo magnetico. Alle frequenze significative per gli effetti termici (al di sopra di 10 MHz) può anche essere impiegata la densità di potenza, espressa in W/m2. In base a modelli teorici di interazione bioelettromagnetica, successivamente validati da analisi sperimentali, vengono calcolati in condizioni di massimo accoppiamento tra i campi e il corpo esposto, i cosiddetti livelli di riferimento per le grandezze misurabili, che garantiscano in tutte le circostanze di esposizione il rispetto dei limiti di base per il SAR e per il campo elettrico in situ. I livelli di riferimento sono diversi per i lavoratori professionalmente esposti e per la popolazione, essendo applicati per quest’ultima fattori cautelativi maggiori.

Le linee guida dell’ICNIRP sono assunte quale riferimento tecnico-scientifico dalla direttiva 2004/40/CE che stabilisce i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori dalle esposizioni ai campi elettromagnetici nell’intervallo di frequenze tra 0Hz e 300 GHz. La direttiva 2004/40/CE è infatti articolata in valori limite di esposizione e valori di azione, i cui valori numerici sono identici, rispettivamente, alle restrizioni di base e ai livelli di riferimento raccomandati dall’ICNIRP nelle linee guida del 1998.

A livello nazionale, il riferimento normativo per la sicurezza nei luoghi di lavoro è il decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81 “Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”. Le disposizioni specifiche in materia di protezione dei lavoratori dalle esposizioni ai campi elettromagnetici sono contenute nel Capo IV del Titolo VIII – Agenti fisici – e derivano dal recepimento della direttiva 2004/40/CE, fissato inizialmente al 30 aprile 2008, e successivamente posticipato dalle direttive 2008/46/CE e 2012/11/CE.

Il 26 giugno 2013 è stata approvata la nuova DIRETTIVA 2013/35/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) che ha abrogato la direttiva 2004/40/CE a decorrere dal 29 giugno 2013. Gli Stati membri dovranno conformarsi alla direttiva entro il primo luglio 2016.

In attesa della opportuna riformulazione del Titolo VIII Capo IV del D.lgvo 81/08, ai fini del recepimento della nuova direttiva, resta valido il principio generale di cui all’art.28 del D.lgvo 81/2008, ribadito relativamente agli agenti fisici all’art.181, che impegna il datore di lavoro alla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, inclusi quelli derivanti da esposizioni a campi elettromagnetici, ed all’attuazione delle appropriate misure di tutela, a decorrere dal 1 gennaio 2009 (art. 306).

In questo contesto la presente sessione del portale e i dati contenuti nella banca dati CEM, per quanto suscettibili di perfezionamento ed integrazioni alla luce della nuova Direttiva, rappresentano comunque un riferimento valido ai fini della valutazione del rischio prevista dagli artt.28 e 181 del DLgs.81/2008.

Le suddette disposizioni sono specificamente mirate alla protezione dagli effetti certi (effetti acuti) di tipo diretto ed indiretto che hanno una ricaduta in termini sanitari (“rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti nocivi a breve termine conosciuti nel corpo umano derivanti dalla circolazione di correnti indotte e dall’assorbimento di energia, e da correnti di contatto”, DLgs.81/2008, art. 206 comma 1).

Coerentemente con gli scopi della direttiva europea, il capo IV del D.Lgs.81/2008 non riguarda la protezione da eventuali effetti a lungo termine, per i quali mancano dati scientifici conclusivi che comprovino un nesso di causalità, né i rischi conseguenti al contatto con i conduttori in tensione (art. 206, comma 2) questi ultimi già coperti dalle norme per la sicurezza elettrica.
Da notare che la maggior parte degli effetti avversi considerati nel DLgs.81/2008 compaiono immediatamente (es. aritmie, contrazioni muscolari, ustioni, malfunzionamento pacemaker e dispositivi elettronici impiantati etc.), ma alcuni, come la cataratta o la sterilità maschile, essendo la conseguenza di un meccanismo cumulativo, possono manifestarsi a distanza di tempo.[:en]Good policy of health protection and safety at work are expression of awareness on human person centrality, its needs at work. FISMECO is able to support the Employer in promoting all actions for well-being  of working people. In particular, FISMECO offers its expertise to comply with the provisions of Legislative Decree no. 81/08 on safety in the workplace.

The Company participates on behalf of the employer to all activities (inspections, and personnel audit) aimed to the identification, evaluation and control of hazards with the drafting of related documents (DVR and IRAD) and in case Fismeco also indentify and evaluate the appropriate personal protective equipment.

PHYSICAL  AGENTS ASSESSMENT

NOISE

With the approval of the Legislative Decree 81/2008 and subsequent amendments and additions, Italy has confirmed the European approach to risk prevention and safety introduced since DLgs.277 / 1991 and based on risk assessment.

The ART.190 the D.Lgs.81 / 2008 requires the employer to carry out a noise assessment in his  company in order to identify  noise risks and implementing appropriate and related actions.

The risk assessment must be performed by qualified personnel, regardless of the productive sector, where are present employed people or equivalent to them; in cases where it can not be excluded that exceeding the ​​action lower values (LEX> 80 dB (A) or Lpeak, C > 135 dB (C)) the assessment must also consider measurements made in accordance with appropriate technical standards (UNI EN ISO 9612: 2011 and UNI 9432: 2011).

For situations where it is clear that exposure to noise is negligible, it is possible the use of the so-called “justification” a sort of declaration proving that it is not necessary to proceed with the assessment. In some “uncertain”cases, it is sufficient perform some measurements just focused to exclude the exceedance of lower action values even for the workers probably more exposed to the risk.

The measurement assessment can be considered complete if:

It defines the LEX and Lpeak, C of those exposed to over 80 dB (A) and 135 dB (C);

it identifies boost factors of risk (ex .: ototoxic, vibration, impulsive noise …), as identified dall’art.190, paragraph 1;

it identifies areas and high risk machines (LAeq> 85 dB (A) and LCpicco> 137 dB (C));

it defines the technical and organizational measures of risk containment (the PARE, as reported in UNI / TR 11347: 2010); it evaluates the efficiency and effectiveness of PPE-hearing provided for the workers.

Noise assessment should be reported into the more general  document for risk assessment.

Particular cases of risk assessment are those aimed to prepare the PSC (the Safety and Coordination Plan, preliminarily prepared and ready before  starting all activities in temporary and mobile working sites), and the creation of DUVRI (Single Document for Evaluation of shared risks) also this document must be prepared  before starting all activities in all cases where in the contract the PSC is not recalled.

 

VIBRATION

Legislative Decree 81 of 9 April 2008 Chapter III Title VIII provides the definition of vibrations transmitted to the whole body:

“The mechanical vibration that, when transmitted to the whole body, entails risks to the health and safety of workers, in particular lower-back diseases and trauma of the spine.”

It is known that different work activities on board of transportation vehicles or handling heavy objects, expose the body to vibration or impact (in general mechanical stress) which may be harmful to the exposed persons.

 

ARTIFICIAL OPTICAL RADIATIONS

Artificial Optical Radiations are all those electromagnetic radiations included in a range of wavelength from 100 nm up to 1mm. The spectrum of optical radiations is diveded into Ultraviolet Radiations, Visible Radiations and Infrared Radiations. These optical radiations, for “safety/protections” purposes, are in turn divided into:

  • Ultraviolet radiations : optical radiations of wavelength included from 100 up to 400 nm. The ultraviolet band is divided in UVA (315-400 nm), UVB (280-315 nm) e UVC (100-280 nm);
  • Visible radiations: optical radiations of wavelength included from 380 up to 780 nm;
  • Infrared radiations: optcial radiations of wavelength included from 780 nm up to 1 mm. The infrared area is divided into IRA (780-1400 nm), IRB (1400-3000 nm) and IRC (3000 nm-1 – 1 mm).

NATURAL OPTICAL RADIATION

The most authoritative international organizations (ICNIRP, ILO, WHO) and national (ISS, Health  Superior Institute) responsible for the protection of health and safety and epidemiological studies, internationally agree in considering that the sun’s ultraviolet radiation is a risk of professional nature for all workers operating outdoors as listed in tables 1 and 2, to evaluate and prevent the same way as all other risks (chemical, physical, biological) in the workplace. Particularly for these workers many photoinduced pathologies have been identified and characterized since a long time, whose target organs are the skin and eyes. The main photo-induced pathology is definitely skin cancer.

 

LASER

The laser is a device allowing the generation of monochromatic optical radiation, ie constituted by a single wavelength, extremely directional and high intensity. Such features are not generally obtainable by using of incoherent light sources (eg. Incandescent lamps, LEDs, gas discharge or arc).

Although different in their proper technologies, all lasers are based on the same physical principle: the coherent light intensity amplification by stimulated emission of radiation (in English Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation, from which the acronym LASER) and they typically consist of an active material, whose physical properties determine the wavelength of the laser radiation, enclosed in a cylindrical container whose bases are two flat mirrors.

There is currently a great variety of laser sources (solid state, gas, organic dyes, excimer) covering a range of wavelengths that includes the visible infrared and ultraviolet radiation. Next to the laser in continuous wave (CW), there are lasers releasing high intensity and short duration pulses (also well below the picosecond).

 

ELECTROMAGNETIC FIELDS

The term Non-Ionizing Radiation, synthetically NIR from the initials of the homologous English definition Non-Ionizing Radiation, generally means that part of the electromagnetic (EM) spectrum whose primary product of interaction with matter is not ionization. The electromagnetic spectrum is in fact traditionally divided into a ionizing section (Ionizing Radiation, or IR), including X and gamma rays which have enough energy to directly ionize atoms and molecules, and in a non-ionizing (NIR). The latter is in turn divided, as a function of frequency, into an optical section (300 GHz – 3×104 THz) and in a non-optical (0 Hz – 300 GHz).

The first one includes ultraviolet radiation, visible light and infrared radiation.

The second one, discussed in this section, includes the microwave (MW: microwave), radio frequency (RF) electric and magnetic fields at extremely low frequency (ELF), up to the static electric and magnetic fields.

The ascertained interaction mechanisms of the electromagnetic fields (EMF) with the biological tissues generally fall into two basic effects: induction of currents in the electrically stimulable tissue, and deposition of energy with increase of tissue temperature. Such effects are defined direct effects as a result of direct interaction of fields with the human body. At lower frequencies and up to about 1 MHz, the induction of electric currents prevails in the electrically stimulable tissue, such as nerves and muscles. With the increase of the frequency becomes more and more significant the energy transfer in the tissues through the rapid oscillatory movement of ions and water molecules, with the development of heat and consequent temperature raising. At frequencies above about 10 MHz, the latter effect is the only one remaining, and above 10 GHz, the absorption is mainly confined on the skin. Such mechanisms are able to determine acute effects, that are prevalent above a certain induction threshold, in support of these effects there is a large scientific knowledge that allows a definition of the exposure limit values with the introduction of a suitable safety gap between them and the effective hazard thresholds.

In addition to direct effects, there are also indirect effects. There are two indirect coupling mechanisms for exposed subjects: contact currents, which occur when the human body comes into contact with an object at a different electric potential and can cause effects such as painful perceptions, muscle twitching, burns; coupling of EMF with medical devices (including cardiac pacemakers) and other implanted devices inside the exposed subject. Other indirect risks arise from presence of ferromagnetic objects in intense static magnetic fields due to their possible propulsive attraction; in triggering electro-detonators and the fire risk related to combustible materials due to possible sparks caused by the presence of EMFs in the environment (DLgs.81/2008, Art. 209, paragraph 4, letter d).

Major international protection bodies have developed a EMF protection system well founded. The most authoritative reference is provided by the documents of the International Commission on Non Ionizing Radiation Protection (ICNIRP). Regarding  the time-varying fields, ICNIRP published in 1998 guidelines for limiting exposure to electromagnetic fields with frequencies up to 300 GHz. In 2010 he published the new guidelines for variable fields between 1 Hz and 100 kHz and contextually confirmed with a statement, the validity of the 1998 guidelines content for radio frequency and microwave (frequency greater than 100 kHz). Also relevant are the guidelines, issued in 2009, for the limitation of exposure to static magnetic fields updating those previously published in 1994.The phylosophy followed in all the documents is to first define the “dosimetric” physical quantities related to the interaction between fields and biological systems, in the two different previously described direct basic mechanisms.

In the case of thermal effects, this basic physical quantity is made by the amount of energy absorbed by the tissues per unit of mass and time, ie the specific absorption rate (Specific Absorbtion Rate, SAR), expressed in

watts•kilogram-1 (W / kg).

With regards to the induction of currents, in the guidelines of 1998, the physical quantity was represented by the magnitude of induced current density, J, it was defined for the protection of the Central Nervous System (CNS) in the head and trunk and expressed in amperes / metro2 (A / m2), i.e. the amount of current flowing through a unit cross section of tissue. The new guidelines of 2010 have introduced a new dosimetric magnitude, the electric field induced in situ, Ei, expressed in volts / m, which is considered more representative of the effects as direct supervisor of the electrical stimulation mechanism at the cellular level.

In practice the main variables are however not directly measurable in exposed subjects. To check compliance with the basic restrictions it is necessary to consider the values ​​of their physical quantities of electromagnetic fields, directly measurable in the environment. These physical quantities are represented by the intensity of the electric and magnetic fields. To the significant frequencies for the thermal effects (above 10 MHz) it can also be employed the power density, expressed in W / m2. According to theoretical models of bioelectromagnetic interaction subsequently validated by experimental analysis, these quantities are calculated in conditions of maximum coupling between fields and the exposed body, the so-called reference levels for measurable quantities, which ensure in all circumstances the respect exposure of the basic limits for SAR and for the electric field in situ. The reference levels are different for occupationally exposed workers and the population, being applied to the latter more cautionary factors.

The ICNIRP guidelines are considered as a scientific and technical reference by Directive 2004/40/EC which states the minimum requirements for the protection of workers against exposure to electromagnetic fields in the frequency range between 0 Hz and 300 GHz. The Directive 2004/40 /EC is in fact divided into the exposure limit values ​​and action values, whose numerical values ​​are identical, respectively, to basic restrictions and reference levels recommended by ICNIRP in the 1998 guidelines.

At the national level, the legislative framework for occupational safety is the Legislative Decree 81 of 9 April 2008 “Consolidated Act on Health and Safety at Work”. The specific provisions on the protection of workers against exposure to electromagnetic fields are contained in Chapter IV of Title VIII – Physical agents – and are derived from the implementation of Directive 2004/40/EC initially set for April 30, 2008, and subsequently postponed by Directives 2008/46/EC and 2012/11 /EC.

In June 26, 2013 it was approved the new DIRECTIVE 2013/35 / EU OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL on the minimum health and safety requirements regarding the exposure of workers to the risks arising from physical agents (electromagnetic fields) which repealed Directive 2004/40/EC with effect from 29 June 2013. the Member States will have to comply with the directive by 1 July 2016.

Pending appropriate redrafting of Chapter IV of Title VIII D.lgvo 81/08, for the implementation of the new Directive, it remains valid general principle referred to art.28 of D.lgvo 81/2008, reiterated relatively to the physical agents at art.181, which obliges the employer to evaluate all health and safety risks, including those arising from exposure to electromagnetic fields, and the implementation of appropriate measures of protection, as from 1 January 2009 (art. 306).

In this context, this session of the portal and data contained in the EMF database, as susceptible of improvement and additions in the light of the new Directive, however, represent a valid reference for the purpose of the risk assessment provided by artt.28 and 181 of Legislative Decree. 81/2008. These measures are specifically aimed at the protection from certain effects (acute effects) of direct and indirect type, that have an impact in terms of health ( “health risks and safety of workers due to the short-term adverse effects in the human body caused by the circulation of induced currents and by energy absorption and by contact currents “, DLgs.81 / 2008, art. 206 paragraph 1).

Consistent with the aims of the European Directive, Chapter IV of D.Lgs.81/2008 does not concern the protection from possible long-term effects, for which there is no conclusive scientific evidence establishing a causal relationship, nor the associated risk to the contact with voltage powered conductors (art. 206, paragraph 2) the latter already covered by the electrical safety standards.

Note that most of the adverse effects considered in DLgs.81/2008 appear immediately (eg. Arrhythmias, muscle twitching, burns, pacemakers and implanted electronic devices etc.), but some, such as cataracts or male infertility, being the consequence of a cumulative mechanism, can occur at a distance of time.[:]